MINIMUM STANDARDS

Amphibia
Safa Attyaoui
Louise DiB
Natalija Dimitrijević
Marianne Fahmy
Gilbert Hage
Ledia Kostandini
Ignazio Fabio Mazzola
Qeu Meparishvili
Olga Migliaressi-Phoca, Rehan Miskci
Sara Naim
Violeta Ospina Domínguez

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Mepaeishvili
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Kostandini
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MINIMUM STANDARDS è la prima iniziativa dell’associazione culturale VOGA ed inaugura un percorso artistico e curatoriale volto a porre Bari al centro delle ricerche artistiche in corso nel panorama culturale mediterraneo. Sviluppato in collaborazione con spazi di ricerca e gallerie situate in diversi paesi, il progetto presenta opere di artisti locali ed internazionali in una mostra collettiva che aspira a prender vita nel cuore della città, sul palazzo del Mercato del Pesce, futuro centro

artistico di Bari.

L’idea di MINIMUM STANDARDS si riferisce ai requisiti minimi di qualità ed accettabilità che rendono un determinato contesto o servizio equamente fruibile per tutti. Il termine è applicato tanto rispetto ad attività finanziarie ed assicurative quanto a contesti lavorativi e, più in generale, di inclusione sociale. La mostra propone dunque una riflessione sui “requisiti minimi” che costituiscono la natura e destinazione pubblica di uno spazio, mettendoli in discussione ed  auspicando un loro superamento.

La pandemia, infatti, ha portato ad una radicale alterazione della nostra vita quotidiana, nascondendo le disuguaglianze, i conflitti e l'alienazione da sempre inerenti gli spazi pubblici, dove il tessuto sociale dovrebbe invece formarsi e rafforzarsi. Da tempo, ormai, l’idea condivisa dello spazio pubblico come luogo dove costruire orizzonti sociali comuni ha lasciato il passo ad uno spazio urbano inteso come luogo naturale di diseguaglianze ed asimmetrie, di esclusione e di disgregazione sociale. Come scrive Franco Cassano ne Il Pensiero Meridiano, il «pubblico» tende a essere oggi un’entità residuale, qualcosa “in cui si scaricano con sempre meno scrupoli i rifiuti delle nostre appropriazioni private”.

In un momento storico in cui si rendono necessarie nuove e profonde visioni collettive, MINIMUM STANDARDS prova a stabilire connessioni tra luoghi vicini e lontani, diversi ma uniti da urgenze condivise. Convinti del valore intrinseco dell’incontro tra prospettive molteplici, abbiamo chiesto a 13 artisti provenienti da diverse nazioni di disegnare ciascuno uno stendardo, che stimoli una riflessione collettiva sulla realtà degli spazi pubblici e sul loro miglioramento. Affrontando temi che vanno dalla topografia urbana alla disuguaglianza economica, dalla discriminazione di genere alla politica internazionale, infatti, l’arte può aiutarci a pensare a come mettere in discussione la realtà dello spazio pubblico e a come immaginare un nuovo futuro.

Part of VOGA's mission is to build connections across the Mediterranean and to facilitate creative exchange around urgent issues of our present. For our first initiative, we  contacted independent institutions around the Mediterranean basin to host the works of an international group of selected artists in Bari.

The project is titled MINIMUM STANDARDS and  featured artists from different Mediterranean countries in a collective display that  took place in the city centre of Bari. Developed in partnership with the local council, MINIMUM STANDARDS proposes a reflection on what constitutes the publicness of a public space. The pandemic brought upon a radical alteration of our daily lives, somehow overshadowing the inequalities, conflicts, and alienation inherent to the spaces we call “public”.

Striving for the possibility of public space as and accessible and inclusive site for individual expression and for collective reflection, we invited artists from different Mediterranean countries to provide insights into the diverse modalities, arrangements and possibilities to rethink what a public space may be. Each participant artist is asked to design a banner engaging with the topic from their own perspective and under any of its possible conjugations: from urban topography to economic inequality, from gender discrimination to human fragility, national politics and issues of accessibility.

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