ARTISTS AND WORKS

Amphibia, Safa Attayoui, Louise DiB, Natalija Dimitrijević, Marianne Fahmy, Gilbert Hage, Ledia Kostandini, Ignazio Fabio Mazzola, Qeu Meparishvili, Olga Migliaressi-Phoca, Rehan Miskci, Sara Naim, Violeta Ospina Domínguez

Safa Attauoi

SAFA ATTAYOUI  / TUNISIA

Safa Attyaoui (1990) is an artist based in Tunis, who works with drawing, threads and makes collages. Attentive to material encounters, Safa thus draws from her experiences the object of her creations in order to question the relationships that bind man to his environment, and the role of these in the construction of individual and collective identity. “Equilibrium” questions each person's place in the society:  What are the tensions that lie within a group in a shared space? What position each person takes within it ? How to fit into a mass of bodies in agitation? And if the place is guaranteed , how is it possible to stick together and support the overall group?What does it take to keep us in balance?

 ___

 

Safa Attyaoui (1990) è un artista di base a Tunisi, che lavora con il disegno, il collage e i materiali tessili. Attenta agli incontri materiali, Safa trae gli oggetti delle sue creazioni dall’esperienza, per mettere in discussione le relazioni tra l’uomo e il suo ambiente, e il ruolo di queste nella costruzione dell’identità individuale e collettiva. “Equilibrium” mette in discussione il posto di ogni persona nella società: quali sono le tensioni che animano un gruppo? Qual’è la posizione si ognuno al suo interno? Come inserirsi in una massa di corpi in agitazione? E se il posto è garantito, come è possibile restare uniti e sostenere il gruppo nel suo insieme? Cosa ci vuole per tenerci in equilibrio?

louise dib.png

LOUISE DIB / ALGERIA

Louise Dib (1988) is an artist, graphic designer, typographer, and trainer for students and professional graphic designers based in Algiers.  In 2016, she co-created the independent graphic studio "Chimbo" which is inspired by urban graphics. She also created and runs artistic creation workshops such as “Massar 1”, a Land Art traveling project throughout Algeria in 2017.

Passionate about cartographic representation and its sensitive links with reality, Louise presented “Outside look inside”. In this work we look upon a couple sharing the news of the world on the shores of Algiers through the grids obstructing the windows of the city. An inner look to the outside, an external look at the intimate.

 ___

Louise Dib (1988) è un’artista, grafica, tipografa e formatrice per studenti e grafici professionisti, di base ad Algeri.  Nel 2016 ha co-creato lo studio grafico indipendente “Chimbo” che si ispira alla grafica urbana. Louise inoltre ha ideato e conduce laboratori di creazione artistica come “Massar 1”, progetto itinerante di Land Art in tutta l'Algeria nato nel 2017. Appassionata della rappresentazione cartografica e dei suoi legami sensibili con la realtà, in questa occasione presenta “Outside look inside”. In questo lavoro osserviamo una coppia che condivide le notizie del mondo sulle rive di Algeri attraverso le grate che ostruiscono le finestre della città. Uno sguardo interiore verso l'esterno, uno sguardo esteriore verso l'intimo

Natalija profil.jpg

NATALIJA DIMITRIJEVIĆ / ITALY-SERBIA

download il testo d'artista - download artist text

 

Natalija Dimitrijević (1995, Niš, Serbia)is a painter. In 2014 she moved to Bari to attend the Academy of Fine Arts, where she graduated in Painting in 2019. She took part in several exhibitions and projects, the most recent being the solo show Condominium, Spazio Microba and Achrome (Bari), Natalija Dimitrijević and Maria Trentadue, curated by Melissa Destino, Spazio Murat (Bari), Site-specific intervention in collaboration with Spazio Murat and Kunsthouse (Putignano). She currently lives between Niš and Bari, where she carries out the research project as an expert at the Academy of Fine Arts in Bari. The main medium she uses is painting, often extended into the space in the form of installations, interactive environments and narratives.

___

Natalija Dimitrijević (1995, Niš, Serbia) pittrice. Nel 2014 si trasferisce a Bari per frequentare
l’Accademia di Belle Arti, dove si laurea in Pittura nel 2019.  Ha preso parte a diverse mostre e progetti tra cui i più recenti sono la mostra personale Condominium, Spazio Microba e Achrome (Bari), Natalija Dimitrijević e Maria Trentadue, a cura di Melissa Destino, Spazio Murat (Bari), intervento Site-specific in collaborazione con Spazio Murat e Kunsthouse (Putignano). Vive tra Niš e Bari, dove svolge il progetto di ricerca come Cultore della materia presso l’Accademia di Belle arti di Bari. Il mezzo principale utilizzato è la pittura, che spesso viene estesa nello spazio in forma di installazione,ambienti interattivi e narrazioni.

Photo-Marianne Fahmy.jpg

MARIANNE FAHMY / EGYPT

Marianne Fahmy is an Alexandria-based artist who works with video and installation art. Her focus is on power structure in society and their impact on people, texts, architecture and language. "Upon the margins of Dream-Land" is part of a series of playful, paradoxical illustrations constructed from photography, digital material and patterns. The artwork combines construction shapes with organic elements from the desert, that emphasize the expansion of the city into the desert. The large scale graphic storytelling images create an out of the ordinary environment that foresees the change to come. The project focuses on the history of mega projects in the desert, and the ceaseless dream of occupying a new space. 

___

 

Marianne Fahmy è un’artista di base ad Alessandria d’Egitto, che lavora con il video e l’installazione. La sua ricerca si concentra sulle strutture di potere nella società e il loro impatto sulle persone, i testi, l’architettura e il linguaggio. "Upon the margins of Dream-Land"  è parte di una serie di illustrazioni dal tono giocoso e paradossale, che combinano forme architettoniche con elementi organici del deserto, enfatizzando così l'espansione della città nel deserto. Le immagini, parti di una narrazione grafica su larga scala, creano un ambiente fuori dall'ordinario che anticipa il cambiamento a venire. Il progetto si concentra sulla storia dei grandi progetti nel deserto e sul sogno incessante dell’uomo di occupare nuovi spazi.

L_Kostandini.jpg

LEDIA KOSTANDINI / ALBANIA

Ledia Kostandini (1983), is an Albanian artist based in Tirana. Her practice spans between photography, painting, installation, public interventions, and illustration. Ledia’s works make reference to social transformations, the inherited or lost culture.

This work is part of the series "Humanoid Balconies'', which consist in imaginary strategies of human coexistence with urban space. They highlight  the continuous process of exchange between man and his circumstances, while mutually shifting features and attributes. This work embodies solitude and curiosity in a patterned disguise that comes as a strategy of survival, as well as a form of protection from the rest of the world.

___

 

Ledia Kostandini (1983), è un'artista albanese di base a Tirana, che lavora con fotografia, pittura, installazione, interventi pubblici e illustrazione. Le sue opere fanno riferimento alle trasformazioni sociali, alla cultura ereditata o perduta. Quest'opera fa parte della serie "Balconi umanoidi", che consistono in strategie immaginarie di convivenza umana con lo spazio urbano e mettono in evidenza il continuo processo di scambio tra l'uomo e le sue circostanze. Qui la solitudine e la curiosità si incarnano in un nascondiglio che diventa una strategia di sopravvivenza, nonché una forma di protezione dal resto del mondo.

Gilbert Hage.jpg

GILBERT HAGE / LEBANON

Gilbert Hage is a photographer. He lives, teaches and works in Lebanon. With “I hated You Already Because Of The Lies I Had Told You” (2011) by Gilbert Hage, the volume of the tongue comes out of the skin face becoming a plane and smooth wall surface whose texture reminds of the way great Flemish painters' masterpieces depicted the skin texture. The artist title establishes a dialogue and triggers both viewers' reflection and perception to eventually evoke here allegorically the situation of the powerlessness peoples protesting against dictatorship in the jasmine revolutions also known as the Arab spring.

___

Gilbert Hage è un fotografo. Vive, insegna e lavora in Libano. Come scrive la ciritica Sophie Armache, in  “I hated You Following The Lies I Had Told You” (2011) di Gilbert Hage, il volume della lingua esce dalla pelle del viso diventando una superficie piana e liscia la cui trama ricorda il modo in cui i grandi pittori fiamminghi capolavori raffiguravano la texture della pelle. Il titolo dell'artista stabilisce un dialogo e stimola la riflessione e la percezione degli spettatori per evocare qui allegoricamente la situazione dei popoli impotenti che protestano contro la dittatura nelle rivoluzioni dei gelsomini conosciute anche come la primavera araba.

qeu meparhi.jpg

Qeu Meparishvili (1995) is an artist based in Tbilisi who experiments with different media - performance, text, video, installation. Her works are close to post-internet genre, and revert over irony and sci-fi most of the time.

___

Qeu Meparishvili (1995) è un artista con sede a Tbilisi che sperimenta con diversi media: performance, testo, vide e installazione. Le sue opere sono vicine al genere post-internet, e sono spesso basate sul ricorso  a ironia e fantascienza 

foto profilo - Ignazio Fabio Mazzola_2.jpg

IGNAZIO FABIO MAZZOLA / ITALY

Ignazio Fabio Mazzola (Bari, 1980), è un artista che privilegia il medium del video per indagare la condizione che oscilla tra narrazione biografica e dimensione collettiva. Sgorbio prende le mosse da una foto del 1978 che ritrae una scritta di vernice rossa sulla facciata di palazzo Andidero. Realizzato nel 1977  da Marcello Petrignani e Marina Ruggiero con Mauro Buffi, questo non è mai stato accettato pienamente dai cittadini baresi. Come la scritta rossa dell’epoca denunciava il tema della speculazione edilizia, così oggi le scritte presenti sulla facciata in pietra di Ruvo testimoniano un conflitto mai sopito. Sgorbio ripropone una porzione del prospetto , con tre differenti livelli di cancellatura distribuiti lungo l’altezza dello stendardo e legati, concettualmente e strutturalmente, alla parola sgorbio.

___

 

Ignazio Fabio Mazzola (Bari, 1980), is an artist that chooses the medium of video to investigate the condition that oscillates between biographical narration and the collective dimension. Sgorbio begins from a 1978 photo that portrays an writing in red paint on the facade of Palazzo Andidero. Made in 1977 by Marcello Petrignani and Marina Ruggiero with Mauro Buffi, this action has never been fully accepted by the citizens of Bari. Just like the red writing of the time denounced the theme of building speculation, today the writings on the Ruvo stone facade testify to a conflict that has never subsided. "Sgorbio" re-proposes a portion of the façade, with three different layers of erasing distributed along the height of the banner and linked, conceptually and structurally, to the word sgorbio.

O.M.P.PROFILE-B&W.jpg

OLGA MIGLIARESSI-PHOCA / GREECE

Olga Migliaressi-Phoca (1981) lives and works in Athens. Through the use of photography, found images and the appropriation of popular images, she creates narratives that reflect popular culture of today and echo current viewpoints and attitudes of western society with a pinch of irony. FREE? plays off contemporary popular branding, universally identifiable to the public. The Iconic FORD logo is twisted into a thought provoking question, relating to our Freedom in current place and time. FREE?, raises the question to re-evaluate our sense Freedom within today’s society and reflects upon Freedom, so much on a personal as well as on a collective level.

___

 

Olga Migliaressi-Phoca (1981) vive e lavora ad Atene. Attraverso l'uso di fotografia, immagini trovate e l'appropriazione di immagini popolari, crea narrazioni che riflettono sulla cultura popolare di oggi e riecheggiano punti di vista e atteggiamenti attuali della società occidentale con un tocco di ironia. FREE? mette in scena il branding popolare contemporaneo, universalmente identificabile dal pubblico. L'iconico logo di FORD è distorto per diventare una domanda stimolante, relativa alla nostra libertà nei nostri spazi e tempi attuali. FREE?, pone la questione di rivalutare il nostro senso di Libertà all'interno della società odierna e riflette sulla Libertà, tanto a livello personale quanto collettivo.

Headshot (1).jpg

REHAN MISKCI / TURKEY

Rehan Miskci (b. 1986, Istanbul) is a New York/Istanbul based visual artist working in photography, video and installation. “The Memory of Home is Perhaps Also Home” aims to envision the relationship between space and memory,  the in-between state where urban transformation and the personal memory overlap. This photograph was taken from her home in Istanbul. “Osmanbey” turned from a modern residential area for upper-class families to a hub for textile businesses along others with fast turnover which drove most families away. Pictured here is a glass facade reflecting and distorting our side of the street. This symbolic act aims to place us somewhere between a firm past of a built space and its possible future and our lives in it.

___

Rehan Miskci (1986, Istanbul) è un artista basato a New York e Istanbul che lavora con i mezzi della fotografia e dell’installazione. Quest’opera, tradotta “La memoria di casa è forse anche casa”, mira a immaginare la relazione tra spazio e memoria, lo stato intermedio in cui la trasformazione urbana e la memoria personale si sovrappongono. Questa fotografia è stata scattata dalla sua casa di Istanbul, nell’area di Osmanbey, che si è rapidamente trasformata da moderna zona residenziale a centro

ad area industrialeche ha  allontanato la maggior parte delle famiglie. Nella foto v’è una  facciata di vetro che riflette e distorce la strada. Questo atto

simbolico mira a collocarci da qualche parte tra un passato fermo di uno spazio costruito e il suo

possibile futuro.

Sara Naim - Crédit _ Cité internationale des arts xMaurine_Tric-8417.jpg

SARA NAIM / U.K.-SIRIA

Sara Naim (b. 1987, London) is of Syrian origin, growing up between Dubai and London. Her practice investigates human perception and the notion of boundary, through scientific and existential modalities of seeing.  “1522” was stimulated by an urgent call for awareness to sexual violence and the lack of women’s safety within the public sphere. A partnership with Italian organization Differenza Donne will support this call, with their helpline telephone number, 1522, as the banner’s crux. The dire urgency for aid to support victims of sexual violence in their mental, physical and emotional recovery, are the reasons for the banner’s clinical approach. This banner also calls to question the increasingly sinuous line between public and private spaces, and what both offer in terms of safety.

___

 

Sara Naim (1987) è di origine siriana, cresciuta tra Dubai e Londra. La sua pratica indaga la percezione umana e la nozione di confine, attraverso approcci scientifici ed esistenziali. “1522” è un appello alla consapevolezza sul tema della violenza sessuale e della mancanza di sicurezza per le donne nello spazio pubblico. 1522 ,infatti,  è il numero di telefono di soccorso dell’organizzazione italiana Differenza Donne, che supporta le vittime di violenza sessuale nel loro recupero mentale, fisico ed emotivo. Questo banner nasce da un’urgenza di riflessione condivisa, e invita a riflettere sul confine sempre più labile tra spazi pubblici e privati ​​e ciò che entrambi offrono in termini di sicurezza.

BAR_Violeta_Ospina_300dpi_038.jpg

VIOLETA OSPINA-DOMINGUEZ / COLOMBIA-SPAIN

Violeta Ospina (Bogotá, 1986) is an artist, an educator, and a facilitator of  collaborative projects that pay special attention to sound and the body. Using typical expressions and imaginaries of popular celebrations as raw materials, her work unfolds through multiform devices that seek to intensify the present. “Europe sola / Alone Europe” is a poem for facades, doors and other public thresholds, conceived for cultural institutions in the European Union. This poem is an adaptation of the popular saying "covering the sun with a finger" to talk about the European Union's policies of death and migration control in the Mediterranean and the veiled situation in our every day live.

___

 

Violeta Ospina (Bogotá, 1986) è un’artista, educatrice e facilitatrice di progetti collaborativi, con uno sguardo attento al suono e al corpo. Utilizzando come materia prima espressioni e immaginari tipici delle celebrazioni popolari, il suo lavoro si sviluppa attraverso dispositivi multiformi che cercano di intensificare il presente. “Europa sola / Alone Europe” è una poesia per facciate, porte e altre soglie pubbliche, concepita per le istituzioni culturali dell'Unione Europea. Questa poesia è un adattamento del detto popolare "coprire il sole con un dito" per parlare delle politiche di morte e controllo delle migrazioni dell'Unione europea nel Mediterraneo e della situazione velata nella nostra vita quotidiana.

Screen Shot 2021-08-06 at 10.05.22.png

AMPHIBIA COLLECTIVE / ITALY

Amphibia è un progetto trasversale che opera nello spazio tra arti visive e arti sonore. Prendendo di volta in volta la forma dello spazio che la ospita, Amphibia ottiene un'identità promiscua priva di preconcetti. Torino, 2017. “Untitled” è una riflessione in forma grafica su un fenomeno che riguarda i centri storici delle città italiane, legato alla progressiva transizione dal "degrado" al "decoro" e all’immaginario estetico che ne deriva.

___

 Amphibia is a transversal project operating in the intersection of visual and audio art. Assuming each time the form of the space that hosts IT, Amphibia obtains a mixed identity free of preconceptions. Torino, 2017. “Untitled” is the graphical representation of a critique on the process of transition from “degradation” to “decorum”, typical of the historical centers of many italian cities, and the imaginary this phenomenon produces.